mercoledì 20 maggio 2015

MILANO (Altresì: Guida per l’Italiano medio in fuga)

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Cos’è la routine? Per me, non averne nessuna. Nella folla di impiegati, commessi, ordinari Signori Nessuno che affollano le strade di Milano mi ritrovo come un osservatore distaccato; guardo lo sciame accalcarsi alle stazioni della metropolitana e mi sembrano tutti delle api impazzite che rimbalzano senza meta da un capolinea all’altro.



In effetti Milano è un po’ così: la fretta è per tutti una seconda pelle, la meta non è un’informazione rilevante, quello che conta è essere in orario anche quando non hai un appuntamento – forse per non arrivare mai tardi quando ce l’hai davvero. In città hai in media uno psicanalista ogni dieci persone, e forse è ancora troppo poco. La mente non è più un mistero, ma un insettuccio da sottomettere e sviscerare, perché solo così si diventa più forti, più sicuri, più ricchi. E questo è quello che conta se vuoi essere qualcuno.


Milano invece, al contrario dei suoi esuberanti cittadini, è una signora pacifica. Accoglie tutti con un sorriso e ha una parola buona anche per chi non muove un dito dalla mattina alla sera; lo fa vivere sotto un ponte, certo, ma lo fa vivere. Milano è quel genere di donna che al primo incontro ti lascia esteticamente un po’ deluso, ma dentro di te sai benissimo che c’è ancora un mondo da scoprire. È bruttina, certo, ma quando si tratta di fare le cose le fa meglio di tutti, e in un paese come l’Italia questo non guasta di sicuro. Qui hai l’impressione che le cose funzionino bene, che non ci sia spazio per i classici intoppi all’italiana, che la mentalità sia di stampo internazionale.


Tuttavia, l’italiano medio non ama Milano. Ne parla male, non vede l’ora di scappare al villaggio vacanze in Ecuador (per mangiarsi, ça va sans dire, una bella cotoletta), dice: “l’è grigia”. E allora prende e va a New York, a Sidney o a Londra all’inseguimento di sogni hollywoodiani, che però svaniscono insieme alla prima passata di spugna sul water del McDonald’s in cui lavora per pagare un quarto di affitto. Dopo qualche mese in cui serve traboccanti caraffe di birra ad ingordissimi inglesi che passano la vita seduti al pub, ecco che l’italiano medio capisce che forse l’Italia non è poi così male, e nemmeno la pastasciutta di mammà, e rientra in patria con la coda tra le gambe.


Ma, direte voi, se uno ha un sogno non è mica giusto inseguirlo? Assolutamente sì, rispondo io, ma va seguito fino in fondo. Se fai i bagagli e scappi perché qui funziona tutto male, sappi che stai rincorrendo un’illusione. Non è che a Miami il sistema funzioni meglio di qua, è solo un meccanismo mentale ereditato dai nostri antenati, che amavano moltissimo gli esotismi. Impazzivano per avere in casa un arazzo persiano oppure una chinoiserie, ma abbiate pazienza: era anche il XVIII secolo. I pomodori si raccolgono benissimo anche nel Salento, non serve andare a Wellington (i famosi pomodori di Wellington…?!).


E allora perché tutta questa voglia di scappare? Inseguire un sogno fino in fondo vuol dire non inseguirlo affatto. Le persone felici non inseguono i sogni, li vivono già. Se vuoi qualcosa non devi sognare, devi svegliarti; quello che succede è molto più interessante. Una vita da sogno si trova solo nel futuro, e allora non è un sogno ma una Fatamorgana, un’illusione. Illudersi fa parte della natura umana, però bisogna perdere il vizio; ci vuole un po’ di pazienza con se stessi e sviluppare un rapporto più concreto con la realtà, ma ne vale la pena.


Se proprio te ne vuoi andare, capisci prima di tutto perché stai scappando, da cosa scappi e cosa speri di trovare a New York che non riesci a trovare qui; se è una scelta giustificata non solo sarò il primo a dirti di partire, ma ti do una mano con le valigie (tanto viaggi in Economy, con la franchigia permessa in dieci minuti abbiamo pure messo i maglioni nel sottovuoto).

Sono il primo a dire che è importante essere cittadini del mondo e sapersi sentire a casa a Londra come a Shanghai, ma puoi farlo solo se sei ben consapevole delle dinamiche che muovono le due città. Quindi vivi pure dove i tuoi capricci estetici ti portano, ma per essere cittadino del mondo devi essere prima di tutto cittadino di te stesso, e puoi esserlo solo se porti sempre con te le tue radici e la tua cultura. Non ci sono pomodori al mondo che valgano di più.




   


sabato 12 ottobre 2013

COLOGNE!

Hello everyone!!

I decided to keep this blog as an extra comment to my website (www.lucianodoria.net) and I inaugurate it with a post about the experience I'm doing right now. I'm spending the next semester in Cologne, a wonderful city on the river Rhine, and allegedly best known for its gothic cathedral and lots of other things scattered hither and thither.


Everything is lovely and wonderful (the weather reminds me a little bit of London, but I can cope with it), but since my luggage was way too heavy I decided to leave my camera at home in Italy and also the computer I'm using here is a notebook, and its RAM memory is on the edge of a breakdown (like mine, though).


Anyway, this didn's stop me and I went for a stroll around the city taking pictures of what aroused my curiosity.... with my mobile phone. Actually, it turned out to be an amazing thing - it's somehow a better way to take pictures and it definitely feels better than hanging around with all the camera stuff, especially if you go out for a walk without the intention of just taking pictures.


I took those pictures yesterday, when I walked through the Rheinpark. It was rainy, just a few people, but I loved it. Everybody asked me why I went there with the rain and not with the sun... well, how trivial.







In November I'm going to have my camera again, so I'm looking forward to sharing with you the next shootings! :)

Cheers,
Luciano

martedì 23 ottobre 2012

A WONDERLAND OF COUTURE


















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photo and post-production: Luciano Doria
models: Anna Lombardo, Linda Flospergher, Alessandra Nardotto, Martina Zocca, Francesca Sperotto, Giacomo Rigon & Andrea Moscon
personal assistant: Alex Vujcic
clothing: Atelier Henriette, Corso Palladio 21, 36100 Vicenza (Italy)
location: Villa Valmarana ai Nani (Vicenza, Italy)
styling: Gabriella Feltre
make-up artist and hair-stylist: Ilaria De Luca
video-maker: Anna Maule
special thanks to: Gabriella Feltre, Berica Dall'Igna, Carolina Maria Di Valmarana and the Valmarana Family

© LUCIANO DORIA 
ALL RIGHTS RESERVED



I'm so happy with the results of this photoshoot! I literally had to struggle to organize it - I had to ask for the location, the dresses, the models, the assistants, the make-up and hair-stylist, the video-maker... all by myself. If you add the university lectures in Venice and lots of stuff like this you may get it. It  was a tough challenge for me, but satisfaction definitely exceeded all our expectations! This was not a commissioned work, I did it just to improve my portfolio... and to have fun!! :-)

All the people who took part in the shooting, from the models to the video-maker, are friends of mine and I am so grateful to them for all their amazing support. They are always there for me when I need their help and I will always be there for them to return the favour... I love you all, thank you so much!

Much love to everyone and hope you guys are gonna enjoy it!!

C u soon,
L.

PS: backstage video coming sooooon!!!! :-)

martedì 18 settembre 2012

BEYOND YOUR LIMITS
























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model: Mirco Dal Bosco
photo and post-production: Luciano Doria

© Luciano Doria, all rights reserved.